Politico italiano. Allievo di Gaetano
Filangieri, a Napoli, nel 1783 fu incaricato di un'importante missione nelle
Calabrie, devastate dal terremoto, e fece eloquenti rapporti (
Stato della
Sila, 1790). Divenne direttore della Finanza del Regno di Napoli (1798),
carica che mantenne fino all'arrivo dei Francesi. Al ritorno del re fu ministro
delle Finanze dal 1800 al 1803. Seguì la corte a Palermo (1806),
ritornò a Napoli nel 1809, e Murat lo nominò ministro della
Giustizia e in seguito dell'Interno (fino al 1815). Incentivò
l'agricoltura, il commercio, le lettere e le scienze. Esiliato dai Borboni, nel
1815 accompagnò la regina Carolina Bonaparte a Trieste, poi si
ritirò a Roma. Rientrato a Napoli, fu ancora ministro dell'Interno del
Governo costituzionale (1820). Fra le sue opere,
Rapporto generale sulla
situazione del Regno di Napoli per gli anni 1806-1811 (1813) (Baranello,
Campobasso 1757 - Napoli 1828).